La Trasmittanza Termica negli infissi

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Uno degli interventi più facili da eseguire, nel caso desiderassi aumentare l’efficienza energetica della tua abitazione, senza sconvolgimenti a livello impiantistico spesso impossibili da realizzare (distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato per passare ad un impianto autonomo, installazione di pannelli solari, fotovoltaici, ecc.), è costituito dalla sostituzione integrale degli infissi esterni.
Gran parte degli appartamenti che mi capita di visitare a Roma, realizzati prima degli anni ’80, è equipaggiata con infissi in legno ad un solo vetro da 4 mm. Oggi la tecnologia dei materiali ha fatto passi da gigante, specialmente nel settore degli infissi.
Il parametro più importante che devi valutare al momento dell’acquisto di un nuovo infisso è senza dubbio la TRASMITTANZA TERMICA DEL SERRAMENTO FINITO (Uw). Vediamo che cosa rappresenta e perché è così importante:

La trasmittanza indica la quantità di calore perso per metro quadrato, in condizioni stazionarie, per effetto di una differenza di temperatura unitaria e si misura in W/(mq*K).

In parole povere essa rappresenta una sorta di permeabilità al calore: più elevato è il suo valore relativo ad un infisso, maggiore è la trasmissione di calore tra gli ambienti separati da tale infisso e, quindi, va da sé che più è elevato questo numero e meno isolante, dal punto di vista termico, è l’infisso. Ti ricordo che maggiore è l’isolamento termico dell’involucro edilizio, minore è la quantità di calore che il generatore deve introdurre nell’ambiente per mantenere una temperatura confortevole al suo interno e quindi minore è la spesa annua di gestione (da cui deriva un miglioramento dell’indice di prestazione energetica globale che incide sulla classe energetica dell’appartamento).

In questa ottica la funzione del doppio vetro ha segnato una evoluzione importante: la funzione dell’intercapedine è proprio quella di isolare due ambienti a temperature diverse sfruttando la bassa conducibilità termica dell’aria contenuta tra le due lastre di vetro. Negli infissi più costosi l’intercapedine viene addirittura riempita di un gas, come l’argon, che ha caratteristiche isolanti superiori a quelle dell’aria. Lo spessore dell’intercapedine non supera mai i 16 mm. perché oltre questo valore si instaurerebbero dei moti convettivi peggiorativi a livello di prestazioni dell’infisso.

La normativa nazionale ha scadenzato l’adozione di infissi con una trasmittanza sempre più bassa, proprio per garantire, nel tempo, un passaggio verso infissi dalla qualità superiore e dalle capacità di isolamento termico maggiori.
Se devi sostituire gli infissi, fai riferimento a questa tabella, tratta dal D.lgs 311/2006 attualmente vigente (vedi pagina dedicata alle normative):

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Se abiti a Roma ricorda che la zona climatica da considerare è la “D”. Fai sempre attenzione ai valori limite della trasmittanza dell’infisso (Uw – “w” sta per window, finestra) e dei vetri (Ug – “g” sta per glass, vetro) e richiedi sempre la certificazione di tali valori dal produttore.

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